IL DIARIO DI ANATOLI N. BEREZOVOY
211 giorni nello spazio
13 maggio - 10 dicembre 1982
Stazione Spaziale Orbitale SALYUT-7
Edizione UNICA e ORIGINALE
Dimensione cm 12 x 18,5 - dorso cm 2
Pagine 92 + 4 finali
Lingua russa a caratteri cirillici
Scritto dal 22 giugno al 29 novembre 1982 |

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22 Giugno
Da tanto tempo cercavo di scrivere tutto quello che mi aveva impressionato durante questi giorni trascorsi in volo, ma non sono riuscito. Il lavoro da svolgere è moltissimo. Solo ora incomincio a scrivere e in questo momento è da poco passata la mezzanotte. Ora tutto è più tranquillo e sembra un momento di quiete prima della tempesta [...] Inizia così il Diario di Anatoli N. Berezovoy, 51o Pilota e Cosmonauta sovietico, scritto dal 22 giugno al 29 novembre 1982, un racconto intimo ed affascinante delle sue esperienze come Comandante della spedizione Elbrus durante i 211 giorni (13 maggio-10 dicembre 1982) a bordo della Stazione Spaziale Orbitale Salyut-7.
In 92 pagine di dialogo scritto "in prima persona", Berezovoy, rivolgendosi alla moglie Lidia, racconta in modo diretto e umano della sua vita, dei suoi valori, dei suoi desideri e dei suoi problemi durante la lunga permanenza a bordo, con la quale il Comandante e l'Ingegnere di bordo Valentin Lebedev oltrepassarono il record di durata di un volo spaziale, mai raggiunto fino a quel momento.
Il diario cattura l'unicità del vivere nello spazio, la tristezza della solitudine e della lontananza dalla famiglia, la pesantezza del lavoro quotidiano, la preoccupazione per i problemi di salute, e traccia un amaro resoconto delle difficoltà di sopravvivenza a rotture nell'equipaggiamento a bordo e delle incomprensioni con il suo compagno di volo e con gli addetti ai collegamenti Terra-Stazione.
Dalla descrizione dei collegamenti radio e TV, degli esperimenti biologici, geografici e astrofisici e dei test medici si percepisce l'intenso desiderio del cosmonauta per il successo della missione e l'importanza della stessa per lo sviluppo della cosmonautica sovietica e mondiale.
Un racconto che rende partecipi dei sentimenti di orgoglio e preoccupazione provati di fronte alla comunicazione a bordo del prolungamento del volo, da 172 a 211 giorni, record assoluto per il 1982, e allo stesso tempo di speranza nella richiesta di comprensione alla sua amata Lidok (così teneramente denominata la moglie Lidia).
È proprio con Lei che nelle sue pagine Berezovoy "dialoga" e "parla" della sua vita quotidiana, dei suoi sogni al rientro, del loro futuro insieme, dell'amore verso i figli, la piccola Tania (Taniusha), 8 anni il 15 luglio, e il figlio quasi tredicenne Sergei (Seriozha), della sua passione per la fotografia e per quel "gioco fantastico di giorno e di notte" che è l'osservare la Terra dall'oblò della stazione spaziale, dell'ansia e della gioia, "un bicchiere d'acqua fresca nella rovente steppa", per l'arrivo delle navicelle di rifornimento e di conseguenza per l'apertura dei sacchi contenenti i giornali, le riviste e la posta. Nella storia postale spaziale proprio a Berezovoy è riconducibile, con ogni probabilità, la prima corrispondenza scritta Spazio-Terra.
Il Diario di Anatoli N. Berezovoy è un intenso ed emozionante racconto che mostra il vero lato umano del "vivere nello spazio".
13 maggio 1982. Il comandante A. Berezovoy e V. Lebedev, ingegnere di bordo |
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